koresiciliæ
Cece nero rugoso siciliano 250 g
kore siciliæ

Cece nero rugoso siciliano 250 g

Kore Siciliæ · Enna

Cece nero rugoso siciliano, dal sapore intenso.

  • Cece nero rugoso siciliano
  • Sapore intenso
  • Varietà rara del territorio
Il marchio unico dei prodotti agroalimentari del territorio ennese.
Categoria
Legumi
Comune
Enna
€ 4,90

Descrizione

Il cece nero rugoso è una varietà rara e antica, dalla buccia scura e dal sapore intenso, più deciso del cece comune.

Ottimo in zuppe, insalate e per la classica "panelle".

Etichetta

Ingredienti, allergeni e valori nutrizionali

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Storia e territorio

Il cece nero

Il progenitore di tutti i ceci coltivati fu il Cicer reticulatum, domesticato già 8000 anni fa nel sud-est della Turchia e in Siria. Nell’Egitto dinastico è testimoniato il suo uso come nutrimento energetico per gli schiavi addetti alla costruzione di piramidi e templi, ma era ben noto anche come cibo afrodisiaco tra la popolazione libera. Nell’antica Grecia la fama energetica del cece era ribadita nel nome stesso del legume: “kikus”, cioè forza. Popolarissimi ad Atene così come nella Roma dei Cesari, i ceci erano venduti a prezzi molto bassi ma non per questo considerati cibo plebeo. Lo dimostra il celebre ricettario di Apicio, sicuramente non destinato a un pubblico di umili o indigenti, in cui compaiono una minestra di orzo e ceci e una sfoglia di pasta ripiena di porri e ceci; magari proprio quelli siciliani che Columella (I sec. d.C.) reputava i migliori in assoluto. A titolo di curiosità, il grande Cicerone, che fu questore in Sicilia e ben conosceva Enna e la Rocca di Cerere, affermava che il suo cognome derivava da un antenato che aveva una verruca a forma di cece sul naso.

Sappiamo dal poeta Orazio che i ceci abbrustoliti o fritti venivano venduti dagli ambulanti agli angoli delle strade, nei pressi di teatri e circhi. Ancora oggi in Sicilia si perpetua il rito dello “scaccio”, lo snack da passeggio noto come “calìa e simenza” (ceci e semi di zucca). Secondo l’antropologo siciliano Giuseppe Pitrè, fino ai primi del ’900 i conventi meno ricchi, che non potevano permettersi di preparare dolcetti, si dedicavano alla preparazione dei ceci tostati che distribuivano in occasione di sagre e feste.

I ceci neri sono una variante meno conosciuta e meno utilizzata dei ceci chiari tradizionali. La pianta vegeta e produce bene sui terreni aridi, sassosi e privi di ristagni d’acqua, come quelli collinari della Sicilia interna. Oltre alla colorazione corvina della buccia, presentano una forma irregolare, una superficie rugosa e un caratteristico apice a forma di uncino. La consistenza della buccia fa sì che, una volta essiccati, necessitino di almeno 12 ore di ammollo prima di essere lessati in acqua per due ore; il gioco però vale la candela, perché il loro sapore intenso ed erbaceo è decisamente unico e sorprendente, specialmente se conditi semplicemente con un filo di olio extravergine.

Testi tratti dalle schede storico-identitarie e nutraceutiche realizzate da esperti per il consorzio.

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