koresiciliæ
Nettare di Pesca di Leonforte (polpa gialla) 250 ml
kore siciliæ

Nettare di Pesca di Leonforte (polpa gialla) 250 ml

Kore Siciliæ · Leonforte

Nettare di Pesca di Leonforte a polpa gialla, denso e profumato.

  • Da Pesca di Leonforte a polpa gialla
Il marchio unico dei prodotti agroalimentari del territorio ennese.
Categoria
Nettari
Comune
Leonforte
€ 3,90

Descrizione

Un nettare denso ottenuto dalla Pesca di Leonforte, che ne racchiude tutto il profumo.

Da bere fresco o come base per dessert e cocktail.

Etichetta

Denominazione
Nettare di pesca di Leonforte
Ingredienti
Pesca di Leonforte gialla (55%), acqua, saccarosio, succo di limone.
Quantità netta
250 ml
Conservazione
Conservare in un ambiente fresco e asciutto. Una volta aperto, conservare in frigo e consumare entro 2 o 3 giorni.
Produzione
Prodotto e confezionato da REA EN 68716, stabilimento di via Sambuci 115, 94010 Nissoria (EN).

Storia e territorio

La Pesca di Leonforte

Il nome botanico del pesco (Prunus persica) ne segnala la provenienza dalla Persia. In realtà l’albero è originario della Cina, dove era coltivato sin dal 2000 a.C., e solo successivamente venne esportato in Persia. In Egitto la pesca era sacra ad Arpocrate, dio del silenzio e dell’infanzia, tanto che ancora oggi le guance dei bambini vengono paragonate alle pesche per la loro morbidezza e carnosità. Il frutto arrivò a Roma nel I secolo d.C., ma i primi pescheti specializzati sono comparsi solo agli inizi dell’Ottocento.

Nelle aree irrigue dell’ennese i primi alberi furono piantati ai primi del Novecento per uso esclusivamente familiare, quasi sempre per colmare le falle d’impianto negli agrumeti. In breve la quantità di pesche raccolte stimolò l’interesse di grossisti catanesi che, oltre a piazzarle sui mercati locali, le esportavano anche a Malta.

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Nell’ultimo dopoguerra, di fronte ai ripetuti e disastrosi attacchi della “mosca mediterranea della frutta”, si ricorse all’uso del sacchetto come metodo di difesa meccanica. Da allora, a inizio estate, quando i frutti sono grandi come una mandorla, vengono racchiusi a mano, uno per uno, in un sottile sacchetto di carta pergamenata che lascia filtrare la luce e l’aria ma non permette alla mosca di attaccare le pesche. È una tecnica unica, minuziosa e dispendiosa, ma fondamentale per garantire un frutto speciale e gustoso.

La Pesca di Leonforte non è una “percoca” (termine che deriva dal latino praecŏquus, cioè precoce) ma una pesca tardiva, che si raccoglie a settembre e ottobre, quando le altre varietà hanno già da tempo concluso la loro produzione. È rappresentata da due ecotipi locali, “bianca” e “giallona”, a seconda del colore della buccia. Ha forma globosa e pezzatura medio-grossa; entrambe le varietà hanno aroma e profumo molto intensi, sapore dolce e vellutato e una consistenza soda che le rende idonee alla conservazione in sciroppo.

Testi tratti dalle schede storico-identitarie e nutraceutiche realizzate da esperti per il consorzio.

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