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Villa del Casale: Otium et negotium

Storie
Di là dal fiume e tra gli alberi, sembra essere incastonata in un paesaggio che nello stesso tempo la cela e la svela a chi provenga lungo il torrente Gela, luogo di memoria e di desiderio.
 
Di là dal fiume e tra gli alberi, sembra essere incastonata in un paesaggio che nello stesso tempo la cela e la svela a chi provenga lungo il torrente Gela, luogo di memoria e di desiderio. Ma vi siete mai chiesti quante persone reali, quanti personaggi mitologici, quanti eroti, popolano i mosaici di Villa del Casale? E quanti diversi animali veri o immaginari, sono stati riprodotti: tra uccelli, pesci, anfibi e mammiferi? A fare un conto approssimato, ci sono più di 450 animali riconoscibili, più di settanta personaggi mitologici, più di 80 eroti, più di 300 persone, ognuna impegnata in situazioni diverse. Possiamo pensare che almeno 300 persone abitassero abitualmente la villa. E tutte hanno qualche cosa da raccontarci perché sono ritratte in varie occupazioni, cacciano, sacrificano, giocano, si cibano, parlano tra loro. Le camere cosiddette del dominus sono forse le più private della casa e lì si racconta di amori ed eros. Eppure la nostra curiosità non si ferma e scopriamo una scena di recita privata o forse no, forse svoltasi nello xistus, ma rimasta memorabile, all’aperto con lo sfondo delle colline che sovrastano il fiume che scorre ai piedi della villa, coronate da sagome di pini marittimi esattamente come ancora oggi. E così possiamo percorrere le sale della villa seguendo diversi itinerari, alla ricerca dei volti delle persone, dei loro abiti, dei gesti e delle abitudini come quelle delle profumazioni, dei massaggi, delle danze, degli esercizi ginnici. O cercare i più di sessanta strumenti musicali che sono rappresentati nelle scene conviviali o cercare di riconoscere tutti i tipi di pesci che erano cibo quotidiano. E i fiori ritratti in natura o a formare ghirlande augurali e la vendemmia fatta per gioco da bambini che poi vanno nel palmento a pestare l’uva. E le gare nel circo Massimo a Roma e in un piccolo circo in cui corrono bambini con bighe trainate da uccelli che possono essere struzzi. E le architetture, le navi, i carri da trasporto, con le loro tecnologie e gli addetti, la cattura delle bestie per i giochi gladiatori nell’arena. È un infinito catalogo e la rappresentazione di una umanità viva quotidianamente impegnata in affari pubblici e dedita ad otia privati, a Roma come in villa, ad Alessandria come Ostia, o sul mar Nero per imbarcare animali esotici e materiali pregiati come quel marmo rosa dell’India di cui si trovano due formelle nella Basilica e due in altari laterali della cattedrale di Piazza Armerina.
La scrittura è assente nella villa: non conosciamo iscrizione se non un bollo su un tubo di piombo, i numeri sui sacchi dei premi della contesa poetica, ma non ne abbiamo descrizione letterarie o epistolari note come per le domus di retori, poeti, principi. Nulla che ci sia noto: un silenzio mantenutosi nei secoli per un complesso rimasto vivo almeno sino alle soglie dell’età normanna con significative e archeologicamente testimoniate presenze bizantine e musulmane.
Il Casale non è né la prima né la sola villa in Sicilia: a poca distanza, a Gerace, più a nord ovest, una grande abitazione con interni mosaicati le fa da pendat e possiamo pensare a visite reciproche dei grandi latifondisti e delle famiglie. Certo la dimensione della basilica, identica a quella di Diocleziano a Spalato, non può che sorprendere in una abitazione privata. Ma anche altre dimore in Sicilia poresentano grandi sale, Thermae e mosaici. Nelle aree granarie, sulla costa, un poco dovunque, si sono trovate grandi abitazioni, come a Patti, a Messina, a Noto, a Siculiana, nel trapanese. Racconta una società ricca in cui sono presenti gli “umili”, descrive una società in cui i ruoli domestici sono definiti e non reciprocamente opprimenti, tanto da fare pensare ad una presenza femminile, di dominae ricche e colte, che vanno al di là della semplice presenza sino a pensare che fosse la domina la vera padrona nella casa. Dovremo tornare a parlare con questi personaggi che sembra non aspettino altro che di essere apostrofati per alzarsi e raccontarci le loro vicende.

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